"Articolo tratto da "Udine economica" Febbraio 1989

 

Possono andare d'accordo grande arte e squisita golosità?

Sicurissimamente si!

Una storia d'arte e di Pasticcini

 

"La pasticceria Carli, dunque, rappresenta un autentico scrigno d'arte e di cultura, un luogo che si abbina perfettamente con specialità dolciarie della casa."

 

 

Lì nel cuore di Udine, in via Vittorio Veneto, all'ombra del DuomoCasa Tinghi ci sta da tempi immemorabili, come minimo dal 1392. Ed è un piccolo gioiello con i suoi affreschi di Pomponio Amalteo, di Antonio da Pordenone, i suoi mobili antichi, tanto che ebbe ad occuparsene quel gran cronista che fu Giorgio Vasari. Oggi, Casa Tinghi è luogo di piacevoli ritrovi, di incontri di cultura, e di strepitose delizie, preparate dall'antica Pasticceria Carli che vi ha sede.


Una signora sorseggia una tazza di cioccolata guardando, un po' golosa, le leccornie e le squisitezza dolciarie che la circondano, e poi chiede a chi sta dietro il banco: "Scusi, posso visitare gli affreschi?" "Certo, salga pure". Una breve rampa di scale in legno e dalla pasticceria si passa in un altro piccolo mondo, magico e affascinante, dove non si respira l'atmosfera un po' fredda e severa d'un museo, ma quella d'un luogo cordialissimo in cui e possibile immergersi dolcemente (complici i profumi che arrivano dal laboratorio di pasticceria) in un convincente passato. Tutt'attorno ci sono mobili d'antiquariato belli e robusti, costruiti in Toscana. E alla fine del percorso, in una stanzetta che somiglia un po' a quella in cui si custodiva il tesoro, ci sono gli affreschi attribuiti a Pomponio Amalteo, che li avrebbe realizzati verso il 1535
.

Il fregio mostra una fitta schiera di amorini contro un fondo dorato a finti mattoni. inframmezzati da girali floreali abitate da chimere da altri fantastici animali. Coppie di Putti fungono da cornice a medaglioni che contengono scene vivacizzate da una ninfa e da un satiro. Sul fondale, vero protagonista, un verde lussureggiante mentre al di là della boscaglia si aprono vedute di paesi e di montagne. Ecco allora perchè la Pasticceria Carlidi via Vittorio Veneto, nel cuore più nobile di Udine, può con piena coscienza scrivere a mo' di slogan sui propri dèpliants promozionali:
una casa dove l'arte è di casa;
 

 

La casa, va precisato subito, è antica e ragguardevole. Di essa si sono occupati critici d'arte ed esperti, tanto da assegnarle un posto notevole in quello splendido romanzo sull'architettura che è il volume "Raccontare Udine attraverso case e palazzi", edito nell'83 dalla Banca del Friuli. Casa Palazzo Tinghi prese il nome da una famiglia senese, la presenza in Friuli è documentata fin dal 1392:

Nei secoli successivi ci furono vari passaggi e a un certo punto, esattamente nel 1795, anche il Comune decise di acquistare l'immobile aprendovi una locanda, riservata in particolare al viaggiatori in arrivo da Vienna. Nonostante i vari cambi di proprietà l'edificio si presenta ancora oggi integro e ben solido, oltre che artisticamente pregevolissimo: la sua fama infatti, è legata in modo articolare al ciclo di affreschi realizzati sulla facciata esterna dal celebre Giovanni Antonio da Pordenone, che li dipinse attorno al 1532 (ed è da sottolineare che il gia ricordato Pomponio Amalteo era il genero del Pordenonese. Di questa casa si occupò pure Giorgio Vasari, finissimo-cronista di quelle epoche. Purtroppo gli agenti atmosferici e l'effetto del tempo hanno cancellato ampie parti delle pitture che, nonostante qualche tentativo di restauro adesso presentano labili tracce e non sono "leggibili" in modo molto chiaro. Comunque, stando al parere degli esperti, Casa Tinghi resta l'unica al mondo affrescata esternamente dal Pordenone: un primato indubbiamente notevole e che non deve sfuggire ad alcuno, nemmeno ai cittadini udinesi che magari passano distratti sotto queste testimonianze del passato, senza degnarle per noncuranza o per ignoranza) uno sguardo. La Pasticceria Carli dunque, rappresenta un autentico scrigno d'arte e di cultura, un luogo che si abbina perfettamente con le specialità dolciarie della casa, di cui parleremo tra un attimo diffusamente perchè lo meritano. Ma raccontiamo in breve la storia di questo avamposto friulano nel campo del buon Busto. Le sue origini risalgono alla metà dell'Ottocento quando un antenato, di cognome Carli, fratello della nonna dell'attuale titolare, aprì il suo negozietto in via Vittorio Veneto, in ambienti attigui alla Casa Tinghi. La produzione ha sempre valorizzato i dolci tipici della tradizione friulana e veneta, tanto che i cavalli di battaglia sono ancora adesso, come spiegano i cataloghi della ditta, - la gubana, i caramei, il raviolone, ma con ciò senza trascurare il dolce "foresto", tipo la Saint Honorè, la Francesina o la Bavarese. A furia di prendere per la gola i friulani, la pasticceria ha fatto passi da gigante allargando la cerchia della sua affezionata clientela che adesso ha la dimensione di una folla. Ma le innovazioni non hanno mai mandato in soffitta le tradizioni o il legame con il passato, tanto che ancora oggi nella sala al primo piano in alcuni quadretti - il titolare può mostrare con orgoglio i conti o le ricette della prima Pasticceria Carli. Ma un vero salto di qualità è avvenuto un paio di anni fa Luigi Folegotto, continuatore della tradizione familiare, sfruttando benissimo i doni, architettonici, che si trovava in casa e dintorni, ha saputo realizzare suggestivo ed elegante complesso di sale e di salette, raggiungibili dalla pasticceria vera epropria che affaccia su via Vittorio Veneto.


In una sala adiacente al pianoterra c'è anzitutto l'esposizione per le confezioni regalo che mette in mostra prodotti tipici dell'artigianato friulano. Poi si esce e si trova un bel giardino, abbastanza ampio dominato guarda un po' che sorpresa (chi lo avrebbe immaginato proprio nel centro di Udine?) da altissimo albero di alloro che, secondo alcuni, sarebbe ormai l'ultimo sopravvissuto con queste dimensioni in Friuli. Lungo l'altra ala della casa, su due piani, sono state ricavate sale molto ampie, anche con caminetto, dove si possono tenere riunioni conviviali, colazioni di lavoro, conferenze, tavole rotonde sui tempi della pittura e della cultura - presentazioni di libri, esposizioni d'arte... Insomma un piccolo mondo magico dove trovarsi a proprio agio e discutere tra un pasticcino e un sorso di liquore o di buon vino. Del resto, questa deve essere la funzione dei caffè e delle pasticcerie evolute e sensibili alle esigenze della vita sociale e di relazione. Senza citare esempi impegnativi e celebri (beh, essendo fermai nel 1989, potremmo accennare se non altro alle origini della Rivoluzione francese ...) tutti sanno che buona parte della storia è stata decisa e scritta tra le quattro pareti di un caffè, davanti a un tavolino, in mezzo a quella folla e a quella confusione che rende anonimi tra la gente. Il caffè, il vero caffè, deve poter trasmettere un richiamo, un'impronta, un'atmosfera. Ecco: la Pasticceria Carli, con i suoi ambienti raffinati e "caldi" allo stesso tempo ci riesce benissimo. Ma andiamo avanti nella nostra visita, nella perlustrazione che non finisce di sorprendere. Sopra la pasticceria, raggiungibile con una scala in legno, c'è la sala dell'antiquariato e delle memorie del passato. E' bastato, un anno fa, aprire una porta nel muro, per consentire a pubblico di arrivare nella saletta con i fregi di Pomponio Amalteo. Si conclude il Breve viaggio e i visitatori, su un librone, sono invitati a mettere la propria firma. Ce ne sono ormai famose (anche Enzo Bearzot vi ha apposto il suo autografo. E sono moltissime anche quelle di turisti stranieri che, ai vigili urbani chiedono in inglese: “Where is Pasticceria Carli?”. Per questi motivi, Luigi Folegotto ha voluto, nel depliant che presenta la sua attività, pubblicare una carta del centro di Udine che indica la pasticceria assieme ai punti di riferimento nelle camminate culturali in città, accanto quindi al Duomo, alla cappella della Purità, all'Arcivescovado e agli altri luoghi che, in fatto d'arte, possono raccontare cose interessanti. Naturalmente tutto Questo non deve far dimenticare il nocciolo principale che assicura continuità e tradizione, e cioè la qualità alla tra nella produzione dolciaria. Qui ci vorrebbero le parole e le intuizioni di un goloso gourmet per descrivere quanto si fa e si crea nell'ordinato laboratorio di Casa Tinghi: un mare di cose dolcissime e buonissime dove suona l'emergenza anche per la dieta più ferrea e controllata. Ma lo scopo di Folegotto non è naturalmente soltanto questo: è soprattutto quello di fornire, nel contesto udinese, un salotto e un luogo d'incontro cordiale, in grado di regalare sempre le sue suggestioni: una cornice ideale per gubane e pasticcini. Di questo suo impegno hanno già scritto in molti: basterà citare gli articoli di Mario Quargnolo, di Piero Fortuna sulle pagine del Messaggero Veneto, entrambi d'accordo su un fatto: non si vive di sole gubane, di caramei o di meringhe.



Anche la cultura, intesa come antiquariato, come artigianato, come arte, vuole la sua io significativo il suo posto pure in pasticceria. Cita anche un noto Brillat Savarin, scrittore francese dell'altro secolo autore di una Filosofia del gusto, che dice: "Avere qualcuno a pranzo, significa incaricarsi della felicità di lui durante le ore che passa sotto il vostro tetto". E anche la filosofia di Folegotto che, al cliente, riesce sicuramente a dare qualcosa in più, accanto alla tazza di cioccolata o di caffè e al pasticcino. E cioè la voglia e la curiosità di guardarsi attorno e di immergersi in un pezzetto della propria storia, per interrogarsi e per saperne di più.

Tentativo non trascurabile in un mondo che va ormai famoso per la sua smemoratezza e per la poca attenzione verso ciò che, bene o male, valeva una volta come vale adesso!

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