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Soprannome di Giovanni Antonio de' Sacchis (Pordenone 1483 ca. - Ferrara 1539), pittore italiano. NATIVITA' - Affresco, 1527 ca. Valeriano (PN), Chiesa di S. Maria dei Battuti il Pordenone (Pordenone 1483 ca. - Ferrara 1539) subì l'influenza di Giorgione (Madonna della Misericordia; Pordenone, duomo), accostandosi poi a Raffaello e a Michelangelo. Predilesse effetti grandiosi e atteggiamenti magniloquenti. Storie della Passione, affreschi nella Madonna di Campagna a Piacenza.
L'opera - L'affresco appartiene alla piena maturità dell'artista, eseguito dopo il grande ciclo di affreschi di Cremona e i contatti con il Correggio, denota uno stato d'animo meditativo e rasserenato. L'opera comunica una dolcezza limpida e calma, persino silenziosa, pur nella notevole complessità del soggetto e nella varietà festosa dei colori, secondo la tradizione pittorica veneta. La scena comprende il bambino Gesù (adagiato non in una mangiatoia, ma su dei cuscini poggiati sul terreno, tra ciuffi d'erba), la madre Maria (vero asse di tutto il dipinto) e S. Giuseppe (con ai piedi il contenitore dell'acqua per il viaggio), e gli apocrifi bue e asinello. Sopra la povera capanna cadente irrompe un gruppo di vivaci angioletti, in posizioni che fanno pensare ad un gioco o ad una danza. Ma scorgiamo anche i Santi Antonio da Padova, con giglio simbolo di purezza, e Floriano, con il ramo di palma simbolo del martirio, con due buoi che si abbeverano. Oltre la capanna una umile casa, tipicamente friulana, con figure femminili intente a lavori domestici. Collocati nel bel paesaggio, ravvivato da colline e montagne e illuminato dalla dolce luce dell'alba, un angelo rivolge il suo annuncio a un pastore che se ne sta con il suo gregge, e più lontano i tre magi a cavallo, uno dei quali indica il cielo (con ogni probabilità la stella sopra la capanna). La presenza dei santi Antonio e Floriano nella scena della Natività, secondo le indicazioni dei committenti del dipinto, è viva testimonianza della pietà popolare. Di S. Antonio da Padova si conserva memoria del passaggio attraverso le nostre terre nel suo viaggio verso Gemona. S. Floriano, soldato romano martire sotto Diocleziano agli inizi del 300, era invocato come protettore dai pericoli del fuoco e dell'acqua e degli animali da stalla. |
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Giovanni Antonio de' Sacchis "Pordenone"

