PASTICCERIA
CARLI UDINE
Lì
nel cuore di Udine, in via Vittorio
Veneto, all'ombra del Duomo. Casa
Tinghi ci sta da tempi immemorabili, come minimo dal 1392.
Ed è un piccolo gioiello con i suoi affreschi di Pomponio
Amalteo, di Antonio da Pordenone,
i suoi mobili antichi, tanto che ebbe ad occuparsene quel gran cronista che
fu Giorgio Vasari. Oggi, Casa Tinghi
è luogo di piacevoli ritrovi, di incontri di cultura, e di strepitose
delizie, preparate dall'antica Pasticceria Carli che vi ha sede.
Una signora sorseggia una tazza di cioccolata guardando, un po' golosa, le
leccornie e le squisitezza dolciarie che la circondano, e poi chiede a chi
sta dietro il banco: "Scusi, posso visitare gli
affreschi?" "Certo, salga pure".
Una breve rampa di scale in legno e dalla pasticceria si passa in un altro
piccolo mondo, magico e affascinante, dove non si respira
l'atmosfera un po' fredda e severa d'un museo, ma quella d'un luogo cordialissimo
in cui e possibile immergersi dolcemente (complici i profumi che arrivano
dal laboratorio di pasticceria) in un convincente passato. Tutt'attorno ci
sono mobili d'antiquariato belli e robusti, costruiti in Toscana. E
alla fine del percorso, in una stanzetta che somiglia
un po' a quella in cui si custodiva il tesoro, ci sono gli affreschi attribuiti
a Pomponio Amalteo,
che li avrebbe realizzati verso il 1535.
Il fregio mostra una fitta schiera di amorini contro un fondo dorato a finti
mattoni. inframmezzati da girali floreali abitate da chimere da altri fantastici
animali. Coppie di Putti fungono da cornice a medaglioni che contengono scene
vivacizzate da una ninfa e da un satiro. Sul fondale, vero protagonista, un
verde lussureggiante mentre al di là della boscaglia si aprono vedute
di paesi e di montagne.
Ecco allora perchè la Pasticceria
Carli, di via Vittorio Veneto, nel cuore più
nobile di Udine, può con piena coscienza scrivere a mo' di slogan sui
propri dèpliants promozionali:
una casa dove l'arte è di casa;.

La
casa, va precisato subito, è antica e ragguardevole. Di
essa si sono occupati critici d'arte ed esperti, tanto da assegnarle un posto
notevole in quello splendido romanzo sull'architettura che è il volume
"Raccontare Udine attraverso case e palazzi", edito nell'83
dalla Banca del Friuli. Casa Palazzo
Tinghi prese il nome da una famiglia senese, la presenza
in Friuli è documentata fin dal 1392:
Nei secoli
successivi ci furono vari passaggi e a un certo punto, esattamente nel 1795,
anche il Comune decise di acquistare l'immobile aprendovi una locanda, riservata
in particolare al viaggiatori in arrivo da Vienna.
Nonostante i vari cambi di proprietà l'edificio si presenta ancora oggi
integro e ben solido, oltre che artisticamente pregevolissimo: la
sua fama infatti, è legata in modo articolare al ciclo di affreschi realizzati
sulla facciata esterna dal celebre Giovanni Antonio da
Pordenone, che li dipinse attorno al 1532 (ed è
da sottolineare che il gia ricordato Pomponio Amalteo era il genero del Pordenonese.
Di questa casa si occupò pure Giorgio
Vasari, finissimo-cronista di quelle epoche. Purtroppo gli agenti
atmosferici e l'effetto del tempo hanno cancellato ampie parti delle pitture
che, nonostante qualche tentativo di restauro adesso presentano labili tracce
e non sono "leggibili" in modo molto chiaro. Comunque, stando al parere
degli esperti, Casa Tinghi
resta l'unica al mondo affrescata esternamente dal Pordenone: un primato
indubbiamente notevole e che non deve sfuggire ad alcuno, nemmeno ai cittadini
udinesi che magari passano distratti sotto queste testimonianze del passato,
senza degnarle per noncuranza o per ignoranza) uno sguardo.
La Pasticceria Carli dunque,
rappresenta un autentico scrigno d'arte e di cultura,
un luogo che si abbina perfettamente con le specialità dolciarie della
casa, di
cui parleremo tra un attimo diffusamente perchè lo meritano. Ma raccontiamo
in breve la storia di questo avamposto friulano nel campo del buon Busto. Le
sue origini risalgono alla metà dell'Ottocento quando un antenato, di
cognome Carli, fratello della nonna dell'attuale titolare, aprì il suo
negozietto in via Vittorio Veneto, in ambienti attigui alla Casa
Tinghi. La produzione ha sempre valorizzato i dolci tipici della tradizione
friulana e veneta, tanto che i cavalli di battaglia sono ancora adesso, come
spiegano i cataloghi della ditta, - la gubana, i caramei, il raviolone, ma con
ciò senza trascurare il dolce "foresto", tipo la Saint Honorè,
la Francesina o la Bavarese. A furia di prendere per la gola i friulani, la
pasticceria ha fatto passi da gigante allargando la cerchia della sua affezionata
clientela che adesso ha la dimensione di una folla. Ma le innovazioni non hanno
mai mandato in soffitta le tradizioni o il legame con il passato, tanto che
ancora oggi nella sala al primo piano in alcuni quadretti - il titolare può
mostrare con orgoglio i conti o le ricette della prima Pasticceria Carli. Ma
un vero salto di qualità è avvenuto un paio di anni fa Luigi
Folegotto, continuatore della tradizione familiare, sfruttando
benissimo i doni, architettonici, che si trovava in casa e dintorni, ha saputo
realizzare suggestivo ed elegante complesso di sale e di salette, raggiungibili
dalla pasticceria vera e propria che affaccia su
via Vittorio Veneto.
In una sala adiacente al pianoterra c'è anzitutto l'esposizione per
le confezioni regalo che mette in mostra prodotti tipici dell'artigianato
friulano. Poi si esce e si trova un bel giardino, abbastanza ampio dominato
guarda un po' che sorpresa (chi lo avrebbe immaginato proprio nel centro di
Udine?) da altissimo albero di alloro che, secondo alcuni, sarebbe ormai l'ultimo
sopravvissuto con queste dimensioni in Friuli. Lungo l'altra ala della casa,
su due piani, sono state ricavate sale molto ampie, anche con caminetto, dove
si possono tenere riunioni conviviali, colazioni di lavoro, conferenze, tavole
rotonde sui tempi della pittura e della cultura - presentazioni di libri,
esposizioni d'arte... Insomma un piccolo mondo magico dove trovarsi a proprio
agio e discutere tra un pasticcino e un sorso di liquore o di buon vino. Del
resto, questa deve essere la funzione dei caffè e delle pasticcerie
evolute e sensibili alle esigenze della vita sociale e di relazione. Senza
citare esempi impegnativi e celebri (beh, essendo fermai nel 1989, potremmo
accennare se non altro alle origini della Rivoluzione francese ...) tutti
sanno che buona parte della storia è stata decisa e scritta tra le
quattro pareti di un caffè, davanti a un tavolino, in mezzo a quella
folla e a quella confusione che rende anonimi tra la gente. Il caffè,
il vero caffè, deve poter trasmettere un richiamo, un'impronta, un'atmosfera.
Ecco: la Pasticceria Carli, con i suoi ambienti raffinati e "caldi"
allo stesso tempo ci riesce benissimo.
Ma andiamo
avanti nella nostra visita, nella perlustrazione che non finisce di sorprendere.
Sopra la pasticceria, raggiungibile con una scala in legno, c'è la
sala dell'antiquariato e delle memorie del passato. E' bastato, un anno fa,
aprire una porta nel muro, per consentire a pubblico di arrivare nella saletta
con i fregi di Pomponio Amalteo.
Si conclude
il Breve viaggio e i visitatori, su un librone, sono invitati a mettere la
propria firma. Ce ne sono ormai famose (anche Enzo Bearzot vi ha apposto il
suo autografo. E sono moltissime anche quelle di turisti stranieri che, ai
vigili urbani chiedono in inglese: “Where is Pasticceria Carli?”.
Per questi
motivi, Luigi Folegotto ha voluto, nel depliant che presenta la sua attività,
pubblicare una carta del centro di Udine che indica la pasticceria assieme
ai punti di riferimento nelle camminate culturali in città, accanto
quindi al Duomo, alla cappella della Purità, all'Arcivescovado e agli
altri luoghi che, in fatto d'arte, possono raccontare cose interessanti.
Naturalmente
tutto Questo non deve far dimenticare il nocciolo principale che assicura
continuità e tradizione, e cioè la qualità alla tra nella
produzione dolciaria. Qui ci vorrebbero le parole e le intuizioni di un goloso
gourmet per descrivere quanto si fa e si crea nell'ordinato laboratorio
di Casa Tinghi: un mare di cose dolcissime e buonissime dove suona
l'emergenza anche per la dieta più ferrea e controllata. Ma lo scopo di Folegotto
non è naturalmente soltanto questo: è soprattutto quello di
fornire, nel contesto udinese, un salotto e un luogo d'incontro cordiale,
in grado di regalare sempre le sue suggestioni: una cornice ideale per gubane
e pasticcini. Di questo suo impegno hanno già scritto in molti: basterà
citare gli articoli di Mario Quargnolo, di Piero Fortuna sulle pagine del
Messaggero Veneto, entrambi d'accordo su un fatto: non si vive di sole
gubane, di caramei o di meringhe.

Anche la
cultura, intesa come antiquariato, come artigianato, come arte, vuole la sua
io significativo il suo posto pure in pasticceria. Cita anche un noto Brillat
Savarin, scrittore francese dell'altro secolo autore di una Filosofia del
gusto, che dice: "Avere qualcuno a pranzo, significa incaricarsi
della felicità di lui durante le ore che passa sotto il vostro tetto".
E anche
la filosofia di Folegotto che, al cliente, riesce sicuramente a dare qualcosa
in più, accanto alla tazza di cioccolata o di caffè e al pasticcino.
E cioè la voglia e la curiosità di guardarsi attorno e di immergersi
in un pezzetto della propria storia, per interrogarsi e per saperne di più.
Tentativo
non trascurabile in un mondo che va ormai famoso per la sua smemoratezza
e per la poca attenzione verso ciò che, bene o male, valeva una volta
come vale adesso!