Udine, in centro storico altri dieci negozi in meno.
Mercoledì 05 Maggio 2010 16:01

RASSEGNA STAMPA DA MESSAGGERO VENETO LUNEDÌ, 25 GENNAIO 2010

Raffica di negozi chiusi in centro

Addio a un’altra decina di attività tra le vie Vittorio Veneto, Deganutti e Poscolle

Commercio in sofferenza, raffica di negozi chiusi in centro, tra le vie Vittorio Veneto, Poscolle e Deganutti. Nel primo tratto di via Vittorio Veneto non c’è merce esposta. I prodotti che si cercano di piazzare sono i negozi stessi. Ci sono ben sei locali vuoti e in affitto. Nel giro di cinque mesi hanno chiuso uno dopo l’altro e il problema maggiore è che la serranda non è più stata rialzata. Le vetrine sono sporche e impolverate e su molte di esse si può guardare soltanto il cartello con la scritta “affittasi”.

L’elenco delle attività che hanno chiuso i battenti è lungo: due negozi di abbigliamento, due gallerie d’arte, un bar e una parafarmacia, oltre al tabacchino vicino alla cappella della Purità. E non è finita qui: chiusa anche una tabaccheria in via Poscolle e tre negozi in via Deganutti. La crisi morde e la situazione è così peggiorata.

Una delle vie che faceva parte del salotto buono della città, via Vittorio Veneto, sta morendo. E non soltanto i negozi hanno preso questa strada. Anche gli uffici se ne stanno andando. Ci sono circa 4mila metri quadri di spazi liberi per studi professionali. Ma c’è anche chi resiste come Luigi Folegotto, titolare della storica pasticceria: «La seconda parte della via ha visto nascere anche nuove attività commerciali – ha spiegato -, e bisogna notare che è stata riaperta al traffico. Sono anni che diciamo che questa via dovrebbe essere totalmente riaperta, ma mi sembra che l’amministrazione non vada in questa direzione. Si parla di chiudere per sempre anche via Stringher». La sera, senza la luce delle vetrine dei negozi in via Vittorio Veneto è buio pesto: «E’ anche una questione di sicurezza – ha continuato Folegotto -. Qui non passa nessuno e la situazione non migliorerà, se anche gli studi professionali e le banche decidono di traslocare». Il problema della viabilità è sollevato pure del presidente mandamentale di Confcommercio, Pietro Cosatti: «E’ chiaro che via Vittorio Veneto dovrebbe essere totalmente riaperta al traffico e il sindaco Honsell la scorsa primavera ha concesso di riaprire almeno un tratto di via. Questo è positivo, ma non basta». Anche secondo il responsabile di Confcommercio del centro storico, Gianni Croatto, per rivitalizzare via Vittorio Veneto sarebbe necessario «riaprirla totalmente al traffico». E ha aggiunto: «E’ chiaro che questa via non è più appetibile come una volta e oggi prima di fare un investimento si fanno mille valutazioni. Comunque, uno zoccolo duro di clienti in centro rimane, altrimenti chiuderemmo tutti. Manca la gente in più che risolleverebbe il settore». Un negozio di vestiti, vicino alla pasticceria Folegotto, fa prezzi stracciati ed è in liquidazione totale. Chiuderà prossimamente. E sarà la settima vittima.

 
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